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VELOX : INCUBO PER I MOTOCICLISTI E NON SOLO - QUELLI IRREGOLARI -

 
Gli automobilisti esultano: Velok fuorilegge
Le casse comunali già in sofferenza piangono. Perché, secondo il parere n° 4295 del 24 luglio 2012 firmato da Sergio Dondolini, direttore generale per la sicurezza stradale del Ministero, i Velok, le colonnine arancioni posizione ai margini delle strade e sui marciapidi, “non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo Codice della Strada e dunque per essi non risulta concessa alcuna approvazione". È stato il prefetto di Bergamo a richiedere il parere al Ministero.
“Poiché non possono essere qualificati come impianti, probabilmente non potranno essere ricondotti alla futura nuova disciplina – si legge nel documento – l'eventuale impiego come componenti della segnaletica non può essere autorizzato. L'unico impiego consentito è quello che prevede l'installazione al loro interno di misuratori di velocità” indica Dondolini.
In pratica i Velok non sono omologati, non sono riconosciuti né come un impianto né come un segnale stradale e quindi il loro utilizzo per controllare la velocità è illegittimo.
Quindi, se sono vuoti non vengono riconosciuti a lato della carreggiata ma se contengono gli autovelox e con la presenza di un vigile urbano le multe sono valide. Insomma, un altro settore dove la normativa italiana lascia spazio ad una interpretazione alquanto larga.

Cosa sono gli Autovelok, le colonnine arancioni
Gli Autovelok li vediamo nelle strade provinciali più trafficate e perfino in quelle più sperdute della periferia, utilizzati come deterrente per gli automobilisti che non appena li vedono alzano in fretta il piede dall'acceleratore. A Verona per esempio sono stati installati sulla tangenziale T4 e da allora, secondo l'assessore alla viabilità della città scaligera Enrico Corsi, non si sono più registrati incidenti e non è stata nemmeno presentata alcuna protesta, perché è stato rispettato l'obbligo della presenza del vigile vicino alla postazione.
Le colonnine arancioni Velok sono state ideate da Confservizi Veneto (Associazione Regionale dei Servizi Pubblici Locali) come dissuasori di velocità. Sono dei contenitori che alla vista possono risultate dei manufatti pesanti quando in verità pesano solo mezzo chilo. Il loro scopo è quello di avvertire del controllo elettronico ma non sempre contengono un autovelox: infatti è la polizia municipale a decidere dove e quando posizionare le macchinette per verificare la velocità dei mezzi in circolazione. Ma chi guida non appena vede le colonnine arancioni alza subito il piede dall'acceleratore, o allenta il polso. Come deterrente funziona.
Infatti, secondo una studio del Cesiss (Centro Studi Indipendente sulla Sicurezza Stradale), con la presenza delle colonnine arancioni ai margini della strada la velocità media si riduce di 11,3 km mentre le infrazioni del 70%.  I Velok sono stati installati in un anno da 313 comuni. Alcuni dei quali ne hanno posizionati più di 3000.
Una colonnina costa circa 1.500-2.000 euro.

Quindi, da una parte manca una vera e propria regolamentazione, perché i  Velok, o Speed Check, non vengono riconosciuti dal Codice della Strada come segnale stradale e legalmente si può contestare un verbale d'infrazione accertato dalle colonnine arancioni. Dall'altra, si sostiene che è tutto in regola.
Parere comune e diffuso è che servano a fare cassa.
 

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